Alle due del mattino, il potente boss mafioso Lorenzo Vitale rientrò nel suo attico e trovò Elena, la giovane tata di suo figlio, mentre ballava da sola nel salone.
Stava per rimproverarla, ma notò che i suoi movimenti seguivano il ritmo delle luci dei grattacieli vicini. Elena gli spiegò di aver visto più volte strani segnali provenire dall’edificio di fronte. Aveva annotato orari e sequenze, scoprendo che qualcuno comunicava con una persona all’interno della casa.
Lorenzo controllò le telecamere e identificò il traditore: il suo consigliere più fidato stava preparando un agguato contro di lui. Quella stessa notte fece mettere in salvo suo figlio e consegnò le prove alla polizia, smantellando l’organizzazione dall’interno.
Elena non aveva soltanto protetto il bambino: aveva salvato anche Lorenzo, dandogli l’occasione di abbandonare per sempre quella vita. Mesi dopo, l’attico non era più sorvegliato da uomini armati. Nel salone si sentivano soltanto risate, musica e i passi di Elena che insegnava al piccolo a ballare.