Pochi minuti prima della cerimonia, Elena scoprì che la sua sedia a rotelle era sparita. Alcuni parenti dello sposo l’avevano nascosta per costringerla a camminare fino all’altare.
«Almeno le fotografie saranno più belle», disse la futura suocera, trattenendo una risata.
Elena abbassò gli occhi, mentre il suo fidanzato rimaneva in silenzio. Fu allora che le porte della chiesa si aprirono. Entrò Vittorio, suo padre, un uomo potente e temuto da tutti, ma sempre tenero con sua figlia.
Quando capì cosa era successo, non alzò la voce. Prese Elena tra le braccia e la portò davanti agli invitati. Poi guardò lo sposo.
«La ami abbastanza da difenderla anche contro la tua famiglia?»
Il giovane rimase immobile e non riuscì a rispondere. Elena comprese che quel silenzio valeva più di qualsiasi promessa. Chiese al padre di riportarla fuori e annullò il matrimonio.
Qualche settimana dopo, organizzò una piccola festa con le persone che l’avevano sempre rispettata. Non indossava più l’abito da sposa, ma sorrideva finalmente libera.
Quel giorno non perse un marito: evitò una vita accanto a qualcuno che non avrebbe mai avuto il coraggio di proteggerla.